Progetti

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Dal 2017 sono attivi 2 progetti distinti.

- "ABELE DIFENDE CAINO" (Caritas Italiana). 

 

Collaborazioni: VIC/Volontari In Carcere - Cooperativa e-Team - Sesta Città Rifugio 

 
 

Il Progetto si propone un duplice obiettivo di avviare un’attività sistematica strutturata

al servizio delle persone detenute che beneficiano del permesso premio, della detenzione domiciliare e dei relativi familiari, per il loro reinserimento sociale, mediante l’elaborazione e attuazione di progetti individuali organici e continuativi di aiuto. 

per sensibilizzare la città e le parrocchie sulle problematiche della detenzione.

 

  • Il progetto, incentrato attorno alla  “Casa Alloggio delVIC” e della “Sesta città di rifugio onlus”, offre

  • sostegno nella ricerca di un impiego (ricerca su internet e sulla stampa, stesura CV, invio di  mail di candidatura, ecc.);

  • sostegno nel percorso di studio (contatti con scuole e università, ricerca di materiale didattico online, ripetizioni, ecc.);

  • sostegno nella ricerca di alloggio (contatti con agenzie e privati, allestimento documentazione, ecc.);

  • ricorso alle prestazioni sanitarie (prenotazioni, accompagnamenti, ecc.);

  • ricorso all’assistenza legale;

  • ricorso ai servizi al pubblico in generale (richiesta documenti, pratiche burocratiche, file agli  sportelli, ecc.).

  • accompagnamento da e per la Casa Alloggio

Avvio di dieci detenuti a Corsi di Formazione Professionale (in Informatica e altre materie) realizzati dalla Società Cooperativa di Solidarietà Sociale “e-Team” a r.l. in collaborazione con altre società cooperative, già operative nello stesso ambito all’interno degli Istituti Penitenziari di Rebibbia.

 

Inoltre il Progetto prevede incontri di sensibilizzazione sulle problematiche della detenzione nella Città di Roma. In particolare il Vic propone percorsi di educazione alla legalità nelle scuole e con le parrocchie, incontri di formazione permanente sui temi della giustizia e della pena, corsi di formazione per chi desidera avvicinarsi al volontariato in carcere.
 

 

 

- "PIROGA" (progetto realizzato con il contributo della Fondazione Charlemagne). 

 

Il progetto Piroga, iniziato nel 2013, è volto a favorire la riabilitazione, la risocializzazione e il reinserimento sociale delle persone detenute con disturbi psichici, che stanno scontando la pena nella sezione “Minorati psichici” della Casa di Reclusione Rebibbia di Roma.

In una società che tende ormai da tempo a sostituire le risposte sociali con risposte penali, il carcere è diventato sempre più un luogo per i poveri. Negli ultimi anni le carceri sono diventate delle discariche sociali dove depositare quelle persone che anche fuori faticano a vivere. Tra queste ci sono sempre più persone borderline o con disagio psichico. Spesso provengono da famiglie difficili e in condizioni economiche e sociali precarie.

Per chi ha un disagio psichico vivere in un ambiente chiuso e sovraffollato è ancora più duro e la mancanza di stimoli spinge verso una regressione psicosociale. Sostenere, stimolare, far crescere le relazioni interpersonali è fondamentale anche per favorire il reinserimento sociale esterno a fine pena.

Il Progetto Piroga è finalizzato a favorire la riabilitazione, la socializzazione e il reinserimento sociale delle persone detenute con disturbi psichici nella Casa di reclusione Rebibbia, di Roma, secondo le seguenti direttrici:

Il Progetto Piroga si propone di favorire il traghettamento verso un presente e un futuro basati su un migliore rapporto con se stessi e con gli altri, valorizzando le risorse individuali e le relazioni, costruendo un clima sociale all’interno della sezione più coerente con la finalità di reinserimento della pena e cercando di riprendere i rafforzare i legami socio familiari esterni. 

Il progetto si propone anche di combattere l’emarginazione e lo stigma sia da parte degli altri detenuti che del personale penitenziario. Questo rappresenta un insieme di attività del progetto che coinvolge gli oltre trecento detenuti della casa di reclusione e il personale di polizia penitenziaria.

Quattro le direttrici su cui si muove il Progetto:

1.  intervenire sul gruppo dei malati stimolando le risorse individuali e del gruppo con la finalità di far uscire i detenuti dal loro isolamento e introdurre l’idea del mutuo aiuto attraverso la relazione e la condivisione, rendendo il problema del singolo un problema del gruppo;
2.  recuperare il rapporto con i detenuti “comuni” stimolando momenti di “contatto” con il reso della popolazione detenuta;
3.  recuperare il rapporto con il proprio contesto affettivo e sociale, introducendo l’idea del futuro e della possibilità di un progetto di vita valorizzando le risorse individuali;
4.  lottare contro l’emarginazione e lo stigma anche da parte degli altri detenuti e del personale del carcere.

 

    

Il Volontariato

Pochi riescono a capire il vero significato della parola volontariato e cosa significhi essere un volontario: essere volontario richiede grandissimo impegno e tanta attenzione.

Volontariato significa aiutare senza chiedere niente in cambio

Volontariato significa anche saper cogliere quei dettagli e quei consigli che le persone più grandi danno, per crescere e per far crescere tutta l’associazione, oltre che la popolazione.

Volontariato è altruismo, solidarietà ma è soprattutto un’esperienza che cambia la vita e aiuta ad accrescere il proprio patrimonio sociale e personale.

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