Tre proposte di legge per la giustizia e i diritti: Tortura, Carceri, Droghe

Tre proposte di legge per la giustizia e i diritti: Tortura, Carceri, Droghe

Campagna pubblica di raccolta firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare per l'introduzione del reato di tortura, la riforma delle carceri e la revisione della legislazione sulle droghe: segui il calendario su 3leggi.it.

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RadioRai 3: dibattito sulla situazione carceraria italiana all'indomani della condanna di Strasburgo

RadioRai 3: dibattito sulla situazione carceraria italiana all'indomani della condanna di Strasburgo

All'indomani della sentenza di condanna della corte di Strasburgo nella trasmissione radiofonica "Tutta la città ne parla" (Radio Rai 3) del 9 gennaio 2013 si è parlato della drammatica situazione carceraria italiana. Tra gli intervenuti don Sandro Spriano, cappellano nel Nuovo Complesso del carcere di Rebibbia e vice presidente del VIC.

Puoi riascoltare il servizio da Continua..

Il VIC a UnoMattina

Il VIC a UnoMattina

Nella trasmissione Unomattina (RAI 1) del 14 gennaio scorso si è parlato di Ragazze assassine e in particolare del caso di Erika De Nardo. Tra gli intervenuti Daniela De Robert, presidente del VIC.

Potete rivedere il servizio da questa pagina della Rai.tv.

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Inside Carceri

Inside Carceri

Roma, 19 novembre: Presentazione del Rapporto "Senza dignità" e del webdoc "Inside carceri: inchiesta sulle carceri italiane"Lunedì 19 novembre 2012, alle ore 11, a Roma, presso la Sala Tobagi della Federazione nazionale stampa italiana, 

in Corso Vittorio Emanuele 349, Antigone presenta il IX Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia “Senza dignità” (Edizioni gruppo Abele, 2012). Verranno illustrati i dati del sovraffolla....

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Carceri italiane: malapena

Carceri italiane: malapena

Venerdì 13 gennaio nella puntata di Agorà (Rai 3) si è parlato di istituti di pena. Tra sovraffollamento, suicidi, amnistia, indulto e decreti legge si è affrontato lo scottante problema delle condizioni di vita dei detenuti nelle carceri italiane. Ne hanno discusso con Andrea Vianello: Davide Boni, presidente Consiglio regionale Lombardia; Mario Staderini dei Radicali italiani; Donato Capece, segretario generale del Sappe; Carlo Federico ....

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”Non c'è giustizia senza perdono”

Favorire il reinserimento sociale delle persone detenute, seguendole e accompagnandole durante l'espiazione della pena, nella delicata fase di transizione da modelli comportamentali delinquenziali all'adesione ai corretti modelli della civile convivenza. Questo è, l’obiettivo dell’Associazione VIC.


100 volontari per l’ascolto
Ogni giorno i volontari del VIC incontrano le donne e gli uomini detenuti nei Centri di Ascolto attivi in tutte le sezioni dei quattro carceri di Rebibbia e nel reparto protetto dell’ospedale Pertini.


Una comunità alloggio per l’ospitalità e l’accompagno
Dal 1989 l’Associazione VIC ha accolto nelle sue Case Alloggio oltre 10 mila persone provenienti da sessantacinque paesi del mondo: uomini e donne detenuti in permesso e i loro familiari venuti da fuori Roma per i colloqui.

Dal 2012 la Casa si avvale della collaborazione della Società San Vincenzo De Paoli di Roma.


La cooperativa E-Team per il lavoro
IL VIC ha dato vita alla Cooperativa di solidarietà sociale e-Team per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti. Attualmente opera nell’ambito della ristorazione con la gestione della cucina-detenuti della Casa Circondariale Rebibbia. Ha accompagnato al lavoro esterno ottanta detenuti.


Incontri e corsi per la formazione
Il VIC ha realizzato insieme all’Enaip corsi di formazione professionale negli istituti penitenziari del Lazio. Promuove incontri di sensibilizzazione sul mondo del carcere con gruppi, associazioni, parrocchie, scuole. Ogni anno organizza un corso di formazione per aspiranti volontari in carcere.


L’assistenza per ridare dignità
Il recupero della dignità della persona passa anche attraverso la banale possibilità di riappropriarsi dei normali gesti quotidiani, come lavarsi e vestirsi. Il VIC porta ogni settimana in carcere pacchi vestiario e generi per l’igiene personale a chi è privo di tutto.


La giustizia conciliativa
Il VIC promuove la giustizia conciliativa o riparativa incentrata sulla responsabilità e  sulla relazione, che mira a ricomporre le fratture, a rinsaldare i rapporti sociali feriti, a far reincontrare le volontà di convivenza.

 

Bambini in carcere

foto di un bambino in carcereSegnaliamo un interessante articolo di Daniela De Robert sulla situazione dei bambini sotto i tre anni detenuti nelle carceri assieme alle madri per la mancanza del servizio di trasporto dal carcere al più vicino asilo comunale. Una situazione indegna di un paese civile.

Leggi l'articolo.

La giustizia conciliativa, una giustizia che libera la vittima e il colpevole

Ai processi si va con un ago per cucire e non con coltello per tagliare. Questo proverbio sudafricano riassume in poche parole l'idea che sta alla base della giustizia conciliativa o riparativa. L'idea cioè che la giustizia debba tendere a riparare il danno, a ricucire lo strappo creato dal reato, a chiudere la ferita.

Ed è proprio alla giustizia riparativa che sono dedicati gli incontri mensili di formazione permanente del volontari del Vic di quest'anno, affrontando la questione da diversi punti di vista.

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Il carcere

L'ultimo bolletino del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustia) con i dati del sovraffollamento nelle carceri italiane riferisce, con la freddezza proprio delle statistiche, che il numero dei detenuti al 26 febbraio 2009 è arrivato a quota 60.036, con 59,947 uomini e circa 3.610 donne stipati in uno spazio previsto per 43.102 persone. Ovvero, ci sono 16.934 persone di troppo. Senza contare i 49 bambini che vivono dietro le sbarre in barba alle leggi del Parlamento. E' il nuovo record di affollamento, raggiunto rapidamente negli ultimi tempi, con un aumento di circa 1000 presenze al mese.

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Il carcere cassonetto sociale

In questi anni il contesto politico-culturale si è modificato notevolmente. L’uso strumentale e demagogico del tema della sicurezza, fatto proprio ormai da tutte le forze politiche; la scelta di misure come il braccialetto elettronico che certamente non vanno nella direzione della responsabilizzazione dei detenuti; la restrizione di fatto della cosiddetta Gozzini e la tendenza più volte invocata di una sua ulteriore restrizione, fino al rischio non lontano di uno snaturamento della legge stessa; la difficoltà e la discrezionalità territoriale nella sua applicazione da parte dei tribunali di sorveglianza; la decisione di costruire nuove strutture penitenziarie (che si vanno ad aggiungere ai 205 istituti penitenziari, alle 51 case mandamentali e ai 6 ospedali psichiatrici giudiziari) sono tutti segnali di un cambiamento nella concezione stessa della pena detentiva: sempre meno finalizzata al reinserimento (anche solo dal punto di vista teorico) e sempre più luogo di punizione e di allontanamento dalla vita sociale, libera e “normale”.

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Vestiario e igiene personale

Abbiamo attivato un servizio di distribuzione di vestiario, in accordo con le direzioni degli istituti penitenziari, per garantire il minimo a chi in carcere non ha neanche di che coprirsi. L'acquisto di capi di abbigliamento, di biancheria intima, di scarpe, ma anche di dentifrici e spazzolini, di shampoo e di asciugamani, rappresenta una delle voci più pesanti del nostro bilancio. In collaborazione con il banco alimentare, l'Associazione porta periodicamente ai detenuti indigenti generi alimentari.
Sempre di più le carceri sono un luogo per i poveri. Persone prive di tutto o con poche risorse, persone che spesso fuori vivono ai margini perché, come emerge da una ricerca realizzata dall’associazione Antigone, “il carcere sceglie i suoi ospiti tra coloro che hanno meno opportunità sociali, sono meno garantiti nella società e durante il processo”.
Se vuoi puoi contribuire aiutandoci nelle spese di acquisto vestiario o con donazioni mirate.
Vedi anche il progetto Vesti un carcerato povero.

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